Little Big Muff – Electro Harmonix
Il Big Muff, come altri pedali fuzz e overdrive, è entrato nella storia del rock grazie al ruolo predominante che ha svolto nel definire il sound di molti chitarristi degli anni Settanta.
Dagli anni Novanta due reissue sono state disponibili al pubblico: quella cromata con scritte rosse e nere, fabbricata negli States, e quella nera Sovtek con scritte gialle, costruita in Russia.
Timbricamente la versione russa è leggermente piu spigolosa di quella USA, che risulta piu morbida, se ci è permesso questo aggettivo per un fuzz!
L’Electro Harmonix aveva annunciato il Little Big Muff della serie a formato ridotto XO come una versione a metà strada tra quella americana e quella russa.
Molti chitarristi negli anni hanno criticato le dimensioni generose di entrambe le unità e, in risposta, l’EH ha realizzato l’effetto riducendone le dimensioni.
In realtà, un pedale con lo stesso nome venne distribuito alla fine degli anni Settanta; aveva solamente un controllo di volume e uno switch a due vie per il tono; inoltre la quantità di distorsione disponibile era piu contenuta rispetto all’originale.
Questa nuova versione del Little Big Muff dovrebbe accontentare tutti gli amanti del Big Muff alla ricerca delle stesse performance, ma offerte in una scatola piu piccola.
L’involucro è in robusto metallo e si rifà al look della versione USA, con la base cromata e le scritte in rosso e nero.
Il pedale ha un ingresso per l’alimentazione esterna a 9V standard, come quelli dei piu utilizzati pedali in commercio; per avere accesso alla batteria bisogna svitare le quattro viti poste sul fondo.
Sul frontale del pedale troviamo tre controlli: Sustain, Tone e Volume.
EFFETTO RUGGITO
Il timbro Muff è immediatamente riconoscibile: un ruggito svuotato sulle medie con gran sustain e un suono un po’ slabbrato carico di personalità.
La quantità di gain a disposizione è notevole, ma di fondamentale importanza è la regolazione del controllo di tono, che permette di ricavare l’equalizzazione adatta sia a chitarre con pickup single coil che con humbucker.
Questo controllo è molto efficace anche a variazioni minime; alzando il volume dell’ampli, risulta piu semplice il giusto settaggio.
Con chitarre con single coil il suono è aspro e selvaggio, ma sempre piuttosto fat; con strumenti dotati di humbucker il timbro diventa in qualche modo piu cremoso.
Gia con la regolazione ore 9 del controllo sustain, possiamo suonare riff con ottimi risulatati; da metà corsa in poi, il sound si fa adatto sia ad assolo che a timbri piu slabbrati ed esagerati.
Va detto che questo pedale non è affatto “classista” e quindi tratta nello stesso modo sia gli strumenti molto costosi che quelli economici, pickup boutique e magneti cheap coreani, tavole d’un pezzo di mogano dell’Honduras e infimi body in multistrato: tanta è la personalità e la colorazione che questo piccolo grande Muff conferisce al nostro suono!
I chitarristi dai palati piu fini, che cercano effetti che alterino la personalità delle loro chitarre, possono rivolge la loro attenzione altrove; ma, coloro i quali amano sperimentare con fuzztones lo-fi troveranno in questo esuberante pedale pane per i loro denti!
…fonte www.ehx.com
Axe Magazine Review (Italy) (.pdf)
Fabio Cerrone
KALS’ART ‘07…

L’INFLUENZA DEL RAPPORTO MADRE-BAMBINO PER UN NORMALE SVILUPPO PSICHICO
E’ vero, non abbiamo ricordi di quei primissimi giorni della nostra vita, non possiamo ricordare le parole che ci sono state dette, ma la sensazione che abbiamo dentro, di essere stati parte di qualcuno, quello che ci ha trasmesso o che non ci ha trasmesso, è dentro di noi, non si può cancellare e così rischia di influenzare profondamente un normale sviluppo psichico.
L’esperienza clinica e la pratica psicoanalitica confermano l’enorme importanza da attribuire al fatto che le prime vicissitudini della vita siano caratterizzate da particolari qualità relazionali.
Anche la psicologia contemporanea converge nel rilevare come lo sviluppo psichico dell’individuo sia determinato da fattori biologici, quanto da apprendimenti precoci relativi all’epoca fetale ad ai primi mesi di vita.
Tale qualità ed efficienza delle funzioni psichiche è in ultima analisi ciò che determina il destino di un uomo ed il suo adattamento sociale.
Ciò può essere messo in evidenza dai molteplici disturbi che possono sorgere e che vengono studiati nell’ambito della psicopatologia dell’età evolutiva, dovuti a relazioni non adeguate tra madre e bambino, uno tra questi è la Depressione infantile.
E’ la madre, infatti, che con le sue cure amorevoli, con il suo agire da scudo protettivo concorre ad edificare la salute psichica del bambino; oppure è lei che all’opposto, per inadeguatezza del suo ruolo può creare i presupposti per l’insorgenza di psicopatologie. Anche se prendiamo in considerazione studi recenti che mettono in evidenza come su tali disturbi sia determinante non solo la relazione madre bambino, ma anche tutto il contesto in cui tale relazione è inserita, si deve precisare che è sempre la madre ad avere la funzione di “contenere”, trasformare e dare significato ai contenuti familiari, alle fantasie inconsce della coppia, che, se non elaborate e trasformate da lei, verrebbero proiettate sul figlio, diventando per lui aspetti egoalieni.
Dott.ssa Vassallo Giuseppina
Incredible !!!
Spagna in lutto per Puerta, ennesimo caso di calciatore deceduto per arresto cardiaco!
Folla di tifosi in visita allo stadio Ramon Sanchez Pizjuan dove è stata allestita la camera ardente dello sfortunato difensore spagnolo del club andaluso, morto a 22 anni
SIVIGLIA - Migliaia di persone, tifosi del Siviglia o semplici appassionati provenienti da tutta la Spagna, dalla mezzanotte di ieri si stanno recando in visita alla camera ardente di Antonio Puerta, allestita presso lo stadio Ramon Sanchez Pizjuan. Il Siviglia ha annunciato che, a partire dalle 10.00, l’afflusso della gente venuta a rendere l’ultimo omaggio al giovane difensore scomparso ieri in seguito ad un malore che lo aveva colpito durante la partita con il Getafe sabato scorso, sarà sospeso per consentire la celebrazione della messa funebre alla quale parteciperanno autorità locali e nazionali, e rappresentanti del mondo dello sport.
Molti i club spagnoli che hanno annunciato la loro presenza. Il Betis, rivale cittadino del Siviglia, sarà presente con la squadra e la società al completo, così come sarà presente una delegazione del Milan, avversario del Siviglia venerdì nella Supercoppa europea. Nella notte anche i compagni di squadra di Puerta, arrivati da Atene dove avrebbero dovuto affrontare l’AEK per i preliminari di Champions League, si sono recati alla camera ardente.
La morte del difensore 22enne del Siviglia e della nazionale spagnola suscita la più viva commozione negli appassionati di calcio e nel pubblico in generale, ma anche non poche perplessità e preoccupazioni. Sono infatti decine i calciatori professionisti che hanno perso la vita per arresti cardiaci in campo. Le loro morti potevano essere evitate?
Il giocatore ha avuto un malore improvviso durante la partita di campionato contro il Getafe di qualche giorno fa, subendo un primo arresto cardio-respiratorio in campo e poi, dopo un apparente miglioramento (tanto che Puerta è uscito dal campo sulle sue gambe) altri attacchi sempre più gravi negli spogliatoi e in ospedale. Le sue condizioni “hanno subito una evoluzione sfavorevole per la progressione dei segni di sofferenza cerebrale e per la disfunzione multiorganica causata dall’arresto cardiaco prolungato che ha portato al suo ricovero”, recitava il bollettino medico sul decesso firmato dal direttore dell’ospedale Josè Miguel Cisneros. Oggi i funerali: migliaia di tifosi intanto nella notte hanno deposto sciarpe, candele e fiori vicino alla bara di Puerta – circondata dai trofei vinti recentemente dalla squadra – nella camera ardente allestita allo stadio.
Ma la morte del giovane difensore spagnolo poteva essere evitata o è solo una tragica fatalità? Sui giornali iberici impazzano feroci polemiche, perché Il difensore del Siviglia aveva sofferto recentemente di due svenimenti rispettivamente durante una partita contro il Badajoz e in allenamento. Controlli di routine con una Tac Total Body ed un elettrocardiogramma sotto sforzo avevano dato l’ok al calciatore, mai fermato nemmeno a scopo precauzionale.
Francesco Furlanello della Divisione di Cardiologia – Ospedale Civile “S. Chiara” di Trento, luminare nel campo della cardiologia sportiva, spiega in un’intervista al quotidiano La Repubblica: “La displasia ventricolare destra aritmogenica è una patologia molto nota ed è la causa più frequente della morte improvvisa fra i giovani e fra gli sportivi in particolare. Si tratta di un male congenito; sono stati identificati geni specifici che provocano la mutazione del ventricolo destro del cuore: la parte muscolare va in atrofia e viene sostituita da un tessuto fibroso e adiposo. Così perde la sua funzione. Qualsiasi cardiologo sportivo è in grado di individuare i primi sintomi di questa malattia con una serie di esami che vanno dall’elettrocardiogramma, che può presentare un andamento caratteristico della frequenza. E in caso di diagnosi lo stop immediato dell’attività sportiva è obbligatorio da noi. In Spagna non so, non conosco la legge di quel paese”.
Quello di Puerta non è certo il primo caso di calciatore morto in campo per patologie cardiovascolari: Attilio Ferraris IV, campione del mondo 1934, morì a 43 anni durante una partita tra vecchie glorie, Renato Curi del Perugia morì a 24 anni, Marc Vivien Foè a 28 anni, il 23enne ungherese Miklos Feher fu stroncato da un aneurisma al cervello, e l’elenco potrebbe continuare a lungo. E scorrendolo si scoprirebbe che già nel 1973 un giocatore del Siviglia, Pedro Barruezo, morì in campo per un problema cardiaco.
Hans Ruesch era il padre dell’antivivisezione
MORTO IL PADRE DEL MOVIMENTO ITALIANO ANTIVIVISEZIONE. IL TRIBUTO DELL’ENPA ALLA MEMORIA DI HANS RUESCH
Con Hans Ruesch scompare uno dei grandi padri del movimento antivivisezionista. La sua opera rappresenta una pietra miliare, sia per l’affermazione dei diritti degli animali, sia per l’affermazione di una ricerca scientifica dalla parte degli uomini: egli tra i primi ha sfatato, infatti, il mito di una scienza falsa e bugiarda, quella che ha voluto identificare il modello animale con quello umano ed in nome di questo presupposto mendace ed errato ha sacrificato milioni di animali.
Ad Hans Ruesch, la sua tenacia, dobbiamo in modo particolare l’affermazione di un movimento contro la vivisezione che oggi trova i suoi sostenitori in molti studiosi, medici, scienziati, oltre che in tantissimi cittadini, anche in Italia. L’Enpa, nel ricordarlo con gratitudine, rinnova il suo impegno contro la vivisezione e ricorda che altrettanto deve fare il mondo politico, a cominciare dal Governo, che ha voluto scrivere nel suo programma elettorale l’abolizione progressiva di una pratica barbara ed inaccettabile. (28 agosto)
…fonte www.enpa.it
Addio ad Hans Ruesch
Era il padre dell’antivivisezione
E’ morto lunedì mattina nella sua casa di Massagno sul lago di Lugano in Svizzera Hans Ruesch. Aveva 94 anni.
Nato a Napoli nel maggio 1913. Entrambi i genitori erano di nazionalità elvetica, figli di industriali svizzeri stabilitisi a Napoli. La madre Ginevra, figlia di Filippo Büchy del cantone di Argovia, si era italianizzata, il padre era rimasto svizzero e aveva prontamente iscritto il figlio al consolato svizzero di Napoli, il che faceva di Hans fin dalla nascita un cittadino svizzero a tutti gli effetti, secondo un accordo vigente tra i due Paesi.
Dopo aver frequentato le scuole a Napoli fino all’età di 12 anni, Hans è stato mandato in patria a finire i suoi studi, sia nella Svizzera francese che in quella tedesca, diventando così poliglotta (multilingue). Dopo un interludio di 8 anni, in cui ha scorrazzato per tutta l’Europa e l’Africa (Tripolitania e Africa del Sud) e si è impegnato nella sua passione giovanile per le gare automobilistiche di Formula 1 dove ha corso anche per la Scuderia Ferrari, nell’ottobre del ‘38 emigrò negli Stati Uniti, per proseguirvi una carriera letteraria da lui già iniziata al tempo delle corse. Difatti nel 1937 era apparso in Svizzera il suo primo romanzo, scritto in tedesco, proprio sulle corse d’auto. Romanzo da lui stesso tradotto in inglese alcuni anni dopo e nel 1953 portato sullo schermo da Darryl Zanuck della Twentieth Century Fox con Kirk Douglas nel ruolo del protagonista. Il titolo americano del film fu The Racers, in Italia Destino sull’asfalto.
Subito dopo la guerra è ritornato in Europa, sbarcando nel gennaio del 1946 nella sua città natale devastata dai bombardamenti alleati, nel periodo in cui alcuni anni più tardi ambienterà il suo I mammà e papà. Questo romanzo, da lui prima scritto in inglese, era poi stato dall’autore stesso tradotto in italiano. Ma nel frattempo, nel1950, era apparso negli Stati Uniti il suo primo bestseller, TOP OF THE WORLD; noto in Italia come Paese dalle ombre lunghe, portato sullo schermo dieci anni dopo col titolo Ombre Bianche e con Anthony Quinn nel ruolo dell’eschimese.
Dopo aver pubblicato ancora Paese dalle ombre corte, Partita di Caccia, Com’esser poveri, I mammà e papà e Ritorno alle ombre lunghe , tutti scritti dapprima in inglese e poi da lui stesso tradotti in italiano, smise di scrivere romanzi per dedicarsi interamente alla lotta contro la truffa della vivisezione, condotta sotto il pretesto della ricerca medica. Avendo anche già studiato medicina per anni e curato per una casa editrice una collana medica denominata “I manuali della salute”, è convinto, come tanti altri, che la vivisezione non è altro che una lucrosissima truffa, finalizzata a una continua raccolta d’ingenti fondi per una presunta “ricerca medica” da molti medici considerata non solo inutile ma fuorviante. Tanto è vero che le malattie tuttora nominate come le principali cause di morte — cancro, diabete, mali cardio-circolatori — non sono sparite, ma sono aumentate da quando è stata introdotta la vivisezione come unico mezzo di “ricerca medica”.
Queste idee, esposte in Imperatrice nuda, il primo libro che Hans Ruesch ha scritto fin dall’inizio direttamente in italiano, suscitando scandalo in Italia al suo apparire nel gennaio 1976, segnò anche la fine della carriera letteraria di questo autore fuori dagli schemi. Allora ebbe inizio il suo pellegrinaggio da un tribunale all’altro in vari paesi, trascinatovi non apertamente dall’industria farmaceutica come taluni logicamente assumono, ma al contrario da finti alleati. E’ questo il soggetto del suo successivo libro, intitolato I falsari della Giustizia , che verrà presto pubblicato.
Ma intanto la Prentice Hall, la primaria casa americana di opere didattiche, ha pubblicato nel 2003 una nuova antologia di quasi 800 pagine, destinata all’insegnamento universitario e intitolata Dal passato al presente: idee che hanno cambiato il nostro mondo. Tra i 73 autori di cui sono citati ampi stralci figura anche Hans Ruesch . Per quale opera? Per quella che finora era stata la più soppressa in tutti i 9 paesi in cui era apparsa: Imperatrice Nuda.
Nonostante la lunga malattia che lo ha portato alla morte, Ruesch è riuscito a portare a termine, alla fine del 2006, l’ultimo suo libro, Le figlie dell’Imperatrice, ideale continuazione di Imperatrice Nuda e suo testamento spirituale. Su Ruesh, negli anni scorsi, sono usciti due libri-intervista: nel 2005 La medicina smascherata del prof. Marco Memone Capria e, recentemente, di Luca Delli Carri, un’intervista legata alla ripubblicazione de Il Numero Uno per Fucina Editore, in cui il “grande vecchio” racconta la sua vita.
…fonte www.tgcom.it


