Attenzione:un tizio gira nella zona di Viareggio uccidendo animali

January 20, 2009 by smink  
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Ricevo ed inoltro…
“VIAREGGIO Gennaio 2009
Salve,a forum è arrivata una mail su un tizio che sevizia,scuoia,stacca glia arti agli animali e poi li uccide.

E’ un tizio che gira su un camioncino bianco ,è basso ,stempiato,tarchiato e si diverte a seviziare le povere bestie,soprattutto cani, nella zona di Viareggio.

Vi prego di diffondere la notizia,  affinchè questa bestia possa esser messa in cella.”

Grazie… inoltrate!!!

Strage di cuccioli trasportati clandestinamente

November 10, 2008 by smink  
Filed under animali

Uno scontro tra un furgone e un autoarticolato e’ avvenuto intorno alle 4, sull’autostrada dei Fiori
a circa un km dal casello d’Imperia Est, direzione Ventimiglia, causando un morto e una strage di cuccioli di cani.
Ha perso la vita l’autista, di nazionalità slovacca, del furgone che trasportava dall’est europeo un carico di un centinaio di cani, almeno 28 sono morti.
La maggior parte dei cuccioli ha al massimo due mesi, conferma il veterinario,
viaggiavano tutti stipati dentro un furgone e si ritiene che siano clandestini, per la loro piccola età.
Si contano un centinaio di esemplari.
Quattro San Bernardo, dei Bulldog, dei Carlini e un Alano tra quelli morti,
appartenevano al carico anche dei Terrier, dei Labrador e altri ancora.
I cuccioli salvati saranno trasportati in quarantena al rifugio la Cuccia di Pontedassio, poiché molti degli esemplari provenienti dall’est possono essere affetti da rabbia e cimurro.
Altri due esemplari feriti saranno portati alla clinica veterinaria di Imperia.
Gli animali erano tutti in possesso di passaporti in bianco.

Ancora contro i randagi: Il Consigliere Municipale di Fuorigrotta scende in campo contro i trovatelli

November 6, 2008 by smink  
Filed under animali

IL CONSIGLIERE MUNICIPALE DI FUORIGROTTA, ROSARIO COGLITORE (ITALIA DEI VALORI), SCENDE IN CAMPO CONTRO I “TROVATELLI”
Quattrozampe ancora sul banco degli imputati. Dopo l’ordinanza del Sindaco di Campobasso che ha vietato di sfamare i randagi, adesso tocca anche al quartiere napoletano di Fuorigrotta dove il consigliere municipale dell’Italia dei Valori, Rosario Coglitore, si è impegnato in prima persona contro la sporcizia dei marciapiedi del quartiere. Sotto gli strali del consigliere sono così finiti non solo i proprietari dei cani, colpevoli di non ne raccoglierne le deiezioni – un gesto, questo sì, incivile – ma anche tutti gli altri amanti degli animali che generosamente impegnano parte del loro tempo per sfamare i “trovatelli”. Sui manifesti firmati da Coglitore, affissi in questi giorni lungo i muri di Fuorigrotta, sono evidenziate in grassetto e a caratteri cubitali le multe in cui possono incorrere sia i “negligenti” sia gli “altruisti”: due comportamenti dissimili accomunati da una medesima sanzione. L’ambiguità lessicale dell’affissione rende l’intera vicenda ancora più controversa, in quanto il testo sembra censurare non una specifico condotta pregiudizievole – d’altronde le ciotole possono sempre essere rimosse dopo aver sfamato gli animali – ma il gesto in sé di nutrire i randagi (cani e gatti). A prescindere dal fatto che le strade di Napoli non traboccano di tonnellate di cibo offerte ai “trovatelli”; lascia una sensazione di amarezza il pensiero che costoro debbano soffrire, non solo per gli stenti e le vessazioni dovuti alla loro condizione di “senza famiglia”, ma anche per la privazione di un gesto di solidarietà. Il tutto con buona pace dell’Italia dei “valori”. Breve nota a margine: sembrerebbe che alcuni dei manifesti inneggianti alla pulizia delle strade cittadine siano affissi a casaccio (specie in via Diocleziano, lato ferrovia), disordinatamente, qua e là sui muri, e comunque al di fuori degli spazi a essi destinati. Ciò che scompare dai marciapiedi, riappare dunque sulle facciate dei palazzi; in fondo, quando si tratta di esseri umani, si può sempre chiudere un occhio.

fonte www.enpa.it

Cane salva gattini da incendio: GRANDE LEO! (video)

October 27, 2008 by margot  
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Si chiama Leo, e in Australia nel giro di poche ore è diventato una celebrità per il suo eroico comportamento, che smentisce il vecchio luogo comune sull’inimicizia tra cani e gatti.

Leo, un esemplare di terrier più piccolo della media della sua razza, è coraggiosamente rimasto tra le fiamme che avevano avvolto la sua casa di Melbourne, pur di non lasciare al loro destino quattro micini appena nati che gli erano stati “affidati” dai padroni: malgrado questi ultimi fossero già fuggiti, lui non ha tradito i minuscoli amici ed è rimasto a vigilare sulla loro cuccia, incurante di fuoco, fumo e del pericolo di un crollo.

Lì lo hanno trovato i pompieri, in una cameretta dove continuava a montare la guardia nonostante fosse ormai quasi asfissiato. I vigili lo hanno tratto in salvo appena in tempo, portandolo fuori insieme con i quattro gattini, miracolosamente incolumi.

Per rianimare Leo, ribattezzato per l’occasione “Smoky”, è stato necessario somministrargli ossigeno da una bombola e praticargli un massaggio cardiaco.

«Gli è quasi costato la vita, ma non ha voluto abbandonarli», ha commentato il comandante Ken Brown, suo soccorritore. Questa volta, insomma, il “migliore amico dell’uomo” si è rivelato paladino della specie che dovrebbe essere sua antagonista naturale.

Fonte: il secolo XIX


Come hai potuto?

February 19, 2008 by Andrea  
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bodypart.jpg“Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e ti ho fatto ridere. Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali squartati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore amica. Ogni qualvolta facevo la ” discola ” mi agitavi il dito davanti al naso e mi chiedevi ” Come hai potuto?”, ma poi cedevi e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina. La mia educazione casalinga fu un po’ piu’ lunga di quel che pensavi, perché eri molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme. Read more

Un carattere da cani…

September 26, 2007 by piccola donna  
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un-carattere-da-cani.jpgOgni cane ha la sua personalità che dipende da molti fattori. Tra questi uno dei più importanti è la razza. Ecco come varia il loro carattere dei cani in base alla razza. (…di Chiara Borelli)

Almeno 100 milioni di cani vivono come animali da compagnia nel mondo occidentale, di cui 7 milioni nelle case degli italiani, e circa 400 milioni popolano la Terra. Molto diversi tra loro, non solo fisicamente ma anche caratterialmente: le esperienze avute nel corso della vita ma anche le basi genetiche sono all’origine di queste differenze. La selezione di caratteristiche mirate iniziata almeno 20 mila anni fa, ha spinto infatti alla nascita di molte razze (oggi sono più di 400 quelle ufficialmente riconosciute) e alla formazione di comportamenti specializzati: utili per la guardia, la difesa, la caccia, la compagnia o il lavoro. Se cresciuti in un contesto rispettoso delle loro necessità, in tutti i quattrozampe si possono comunque riscontrare le caratteristiche principali del Canis familiaris: socievolezza, docilità, curiosità e adattabilità. E al di là dell’aspetto e del temperamento, tutti i cani hanno un’esigenza comune, quella di vivere in compagnia che li spinge a cercare un padrone quando non ne hanno uno.
Una scelta del cucciolo fatta in base alle nostre e alle sue esigenze, al di là dell’aspetto, è il primo passo per un rapporto di successo.

Guida alla scelta

Razze come cocker, golden retriever o boxer sono particolarmente socievoli. Docili e estroversi, sono abituati ad avere un rapporto stretto col padrone. Amano la compagnia, la vita in famiglia e mal sopportano la solitudine, soprattutto se prolungata; altre, come i chow chow, mostrano disinteresse verso le relazioni sociali troppo “intense”.
Alcuni cani, come il pastore tedesco o il border collie, sono più addestrabili, e altri, come i levrieri, meno collaborativi. È una questione genetica. Un siberian husky difficilmente potrà andare a spasso senza guinzaglio, perché è portato ad andarsene, così come un pastore maremmano: sono cani selezionati per essere indipendenti e che per natura hanno la tendenza alla dispersione. Nei cani primitivi, come il cane dei faraoni, sarà comunque l’istinto a prevalere.

Fedeli al cento per cento
Un pastore belga, un pastore bergamasco, un collie o un bobtail invece hanno la tendenza innata a seguire, ed è difficile che scappino, anche con un conduttore inesperto: già a tre mesi, nelle prime passeggiate, seguiranno spontaneamente quando sono lasciati liberi. All’estremo opposto dell’indipendenza vi è l’attaccamento al padrone: solitamente tutte le razze toy (cani di taglia molto piccola, pesanti anche poco più di un chilo, come il maltese o il chihuahua) sono così legate che difficilmente sopportano il distacco; è estremamente difficile insegnare loro a stare soli. Un caratteristica molto accentuata nel barbone toy, che spesso soffre di ansia da separazione: quella che lo porta a distruggere i cuscini del divano la sera in cui decidiamo di andare al cinema.

La dominanza è un altro tratto più o meno marcato del carattere: i segugi non lo sono per nulla, per esempio, perché sono cani gregari, in cui le mute devono cacciare e mangiare insieme, senza conflitti tra i vari elementi. Dobermann e Rottweiler sono in genere dominanti, ma la taglia non è tutto: razze piccole, come terrier e bassotti impongono spesso la loro autorità anche su individui più grandi di loro. Solo per alcune razze primitive, come l’alaskan malamute, è valido il concetto di maschio alfa dominante, come nei lupi; per la maggior parte, l’uomo non rappresenta il capobranco, ma un buon padre. Queste razze non sanno cosa sia la scala gerarchica, perché sono un “prodotto” della vita con l’uomo: il cane infatti non esiste in quanto tale, ma è stato selezionato dal lupo per vivere con l’uomo; la nostra famiglia ha preso il posto del branco.

Come trattarlo
Il nostro quattrozampe va trattato come un ragazzino, di cui dobbiamo gestire la vita, prendendo le decisioni anche per lui: Fido ci vede come un grande cane e cerca in noi l’autorità. I barboni hanno perfino cambiato orientamento, preferendo in ogni circostanza la compagnia dell’uomo a quella dei propri simili: pronti a compiacere il padrone, la loro felicità consiste nell’essere amati.
I livelli di reattività, collegati alle produzioni ormonali, sono pure molto variabili: lo sapevano bene anche i romani che per fare la guardia tenevano un molosso insieme a piccoli spitz. Questi ultimi, più reattivi, facevano l’allerta e svegliavano il molosso in caso di pericolo. Anche il nostro volpino italiano ancora nel Medioevo spesso viveva col mastino: serviva da sveglia per chiamare al lavoro il più pesante, lento, meno reattivo “bestione”.

Questione di pelle
Alcune reazioni poi dipendono dalle caratteristiche fisiche: la diversa sensibilità e reazione al dolore ne è un esempio. Già, perché non tutti hanno la stessa soglia. Da cosa dipende? Anche dallo spessore della pelle. I levrieri, che hanno un livello di sopportazione molto più basso, la hanno molto fine. Non reggono il dolore, tant’è che spesso quando devono partorire si ricorre al taglio cesareo. Terranova e mastini napoletani hanno la pelle molto spessa, e per questo sembrano sopportarlo meglio.
Sempre per una questione di geni, alcune razze mostrano maggiore aggressività di altre: sono i cani da guardia come i dobermann e i pastori tedeschi. Una corretta educazione, meglio se impartita da una persona esperta, permette però di avere esemplari perfettamente equilibrati e affettuosi. Discorso a parte per le razze da combattimento, che sono state sottoposte a un allevamento selettivo per rendere gli animali pronti a lottare tra loro anche senza motivazione. Il pit bull rappresenta purtroppo per alcuni proprietari la mascolinità muscolosa e minacciosa di chi intimidisce e affronta il mondo con aggressività.
Che si tratti di un alano o di un bassotto, tutti i cani, chi più e chi meno, hanno poco in comune col loro parente ancestrale, il lupo. Per il loro bene però, dobbiamo comunque riconoscere la loro diversità e la loro identità, anche se viviamo sotto lo stesso tetto: sono sempre più considerati simili a noi e, tra parrucchieri, trucchi e vestitini, eccessivamente umanizzati. Dall’altro lato, un’enorme contraddizione: 150 mila cani sono ancora abbandonati ogni anno in Italia e più di 5 mila muoiono nei combattimenti illegali.

Si ringrazia per la collaborazione Barbara Gallicchio, comportamentalista (www.asetra.it).

fonte www.focus.it

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