Forse Jacko il re del pop è ancora vivo
E se il re del pop fosse ancora vivo?
Da qualche giorno in rete gira un video che mette in dubbio l’effettiva morte di Michael Jackson.
Questo video riprenderebbe Jacko che scende dal furgoncino del coroner, dal retro scende qualcuno con capelli neri lunghi e camicia bianca
…come Elvis Presley che in realtà sarebbe ancora vivo e la sua morte è stata architettata perché il mito del rock vivesse in tranquilla, lontano dai riflettori….boh!
Internet aiuta ad essere più sinceri…
La rete raccoglie le loro confessioni. Li rende più sinceri. Dà uno spaccato più profondo della realtà, dei dubbi, delle ansie, dei pensieri dei ragazzi. Lo ha dimostrato una ricerca condotta da un gruppo di pediatri della Ohio State University e pubblicata sull’ultimo numero della rivista Pediatrics. Secondo i pediatri gli adolescenti con comportamenti a rischio di depressione o che hanno problemi comportamentali possono più facilmente essere individuati se vengono intervistati via e-mail che se parlano vis-à-vis con un medico o uno psicoterapeuta.
I medici statunitensi hanno intervistato circa 800 ragazzi tra i 12 e i 20 anni nell’ambito di un progetto chiamato “Health eTouch”. Nel corso del progetto i medici hanno avuto uno scambio regolare di e-mail con i ragazzi a cui è stato chiesto di raccontare di sé, della propria vita, del loro rapporto con amici e famiglia, se facevano uso di droghe o di alcool e in che misura.
Le risposte dei ragazzi sono state per certi versi sorprendenti: sincere, articolate, prive di imbarazzo. Quasi l’opposto di ciò che si verifica quotidianamente nello studio del medico dove riuscire a far parlare di sé i ragazzi sembra essere diventato un lavoro molto difficile.
“È chiaro che esiste un problema di comunicazione con i nostri ragazzi. Non riusciamo a stabilire con loro un rapporto che li renda tranquilli e che li faccia aprire. Un ente astratto, come di fatto è la rete, li rende invece più aperti. Forse non avere di fronte una figura adulta, che loro percepiscono come giudice delle loro azioni, li rende più tranquilli”, ha dichiarato Jack Stevens, uno degli autori dello studio.
“Questi risultati ci impongono una riflessione. Da un lato dobbiamo sviluppare una maggiore empatia verso i ragazzi in modo da ristabilire con loro un contatto. Dall’altro potremmo usare queste tecnologie per loro così familiari per scendere sul loro terreno e usare i loro mezzi di comunicazione”, ha concluso Stevens.
Stevens J et al. Trial of computerized screening for adolescent behavioral concerns. Pediatrics 2008; 121:1099-1105.
http://it.health.yahoo.net
Dilaga la facebook mania
Basta un clic per ritrovare vecchi amici, ex compagni di scuola o antichi amori, condividere pezzi di vita, foto e video, e alla fine sentirsi meno soli. Quella per Facebook è una passione in crescita anche nel Belpaese: contagia secondo gli ultimi dati 1 milione 369 mila italiani (su 132 milioni di utenti nel mondo), con un incremento di ‘visitatori’ che, in appena un anno, ha segnato un +961% (con un +135% degli iscritti). “Ormai è Facebookmania fra gli italiani, una febbre che ultimamente ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti”. Parola di Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell’Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma.
Se infatti il sito è nato richiamandosi – anche nel nome – agli album fotografici che le università americane pubblicano a inizio anno accademico per ritrovare amici perduti, oggi i ‘nostalgici’ a caccia degli ex compagni di classe sono solo uno dei tanti profili dei facebook-maniaci: ci sono i ‘troppo soli’, gli ‘insoddisfatti’, ‘quelli con l’alter ego’, ‘quelli che lo fanno per farsi pubblicità’, i ‘cuori infranti’ e, naturalmente, i ‘latin lover virtuali’. A testimoniare la passione per questo colorato mondo online c’è anche un incontro organizzato domani a Milano proprio per riunire la Facebook community lombarda. Ma stando agli esperti, dietro lo scambio di messaggi, foto e contatti c’è poco da stare allegri. “L’enorme sviluppo di Facebook è spia di un grosso problema di solitudine – diagnostica la Vinciguerra , analizzando il fenomeno con l’ADNKRONOS SALUTE – Abbiamo costruito la nostra vita su un’immagine capace, vincente, superorganizzata. Ma a 30-40 anni, che gli obiettivi che c’eravamo posti siano stati raggiunti o meno, si fa strada un senso di vuoto, perché più che l’essere abbiamo curato l’apparire”. Così finiamo per ricercare quelli che sono sentiti come “rapporti veri: i compagni di scuola, gli amici di tante estati al mare, i ragazzi del cortile. Quelli a cui davamo e ricevevamo sostegno e comprensione sinceri. Oggi nel mondo reale recitiamo un po’ tutti – avverte la Vinciguerra – ma in passato non era così”. “Facebook è una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perché hanno decine e decine di ‘amici virtuali’, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di ’sfigati’”, sostiene Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell’Università Gregoriana di Roma, e fra i primi a occuparsi del problema delle tecno-dipendenze in Italia. “Occhio però, perché dimenticano che resterà per sempre traccia sul web del cumulo di menzogne o banalità narcisistiche che si immette nella rete”, avverte Cantelmi.
E spesso le menzogne vengono al pettine, come è già accaduto nel caso di coppie in cui uno dei due si presenta single sul sito, e l’altro lo scopre. “Si è disperatamente in cerca di una realtà diversa, anche sentimentalmente, così si altera la verità”, dice la Vinciguerra.
Ecco, secondo gli esperti, l’identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania:
I NOSTALGICI - Si emozionano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano gli amici del passato per vedere come sono invecchiati, e commentano i bei tempi andati. Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto, è un rimpianto per i rapporti veri e perduti, per un’infanzia e un’adolescenza ormai lontana e mitizzata.
I LATIN LOVER VIRTUALI – Dichiaratamente a caccia di nuovi potenziali partner, ma anche di ex piacenti e disponibili. Spesso celano una relazione (se l’hanno) e rimpinzano il proprio profilo e gli album con foto sexy o interessanti, a volte ritoccate. In genere accumulano decine e decine di ‘amici’ dell’altro sesso, con i quali fanno i misteriosi. “Ma alla fine si tratta di persone sole o profondamente infelici con il partner, che ricorrono a cumuli di banalità narcisistiche per rendersi interessanti”, spiega Cantelmi.
I CUORI INFRANTI - Prostrati dall’ultima relazione – in corso o finita – sono a caccia degli antichi amori, mitizzano i ricordi. Hanno l’impressione di essersi persi per strada qualcosa di vero. “In questo caso l’insoddisfazione e la solitudine vanno a braccetto – spiega la Vinciguerra – e si cerca di darsi un’altra chance” grazie alla rete.
I TROPPO SOLI - “Sono un po’ sfigati, non sono riusciti a costruire relazioni vere e cercano amici ‘virtuali’ per farsi compagnia – dice Cantelmi – Così rastrellano la rete e controllano quanti presunti nuovi amici hanno accumulato, nel vano tentativo di sentirsi meno soli”.
GLI INSODDISFATTI – Infelici anche se hanno una famiglia e dei figli, spesso sono donne. Non trovano spazio per il sogno, il romanticismo e quel pizzico di avventura, che finisco per cercare su Facebook.
QUELLI DELLA PUBBLICITA’ - Sono più o meno famosi, politici, campioni dello sport, attori. Ricorrono a Facebook in modo strumentale, per farsi mega-spot gratuiti.
- Dai 400 burloni che si sono presentati nei panni del calciatore Francesco Totti, ai tanti Giulio Cesare o Maria Antonietta, a quelli che pubblicano foto diverse o ‘ritoccano’ la descrizione vantando titoli ed esperienze di fantasia. Soli e in cerca di contatti, si mettono una maschera per ottenere attenzioni e credibilità nel mondo virtuale.
Fonte: http://www.adnkronos.com
Guerra tra Mediaset e Youtube
I motivi della crociata di Mediaset contro la libertà di informazione su YouTube.
Radiohead online …
Radiohead online, Yorke tirchio
Ha scaricato gratis “In rainbows”
Venduto solo online, “In rainbows” dei Radiohead lasciava ai fan la scelta di quale prezzo pagare, compreso lo zero, opzione scelta dai tre quinti degli acquirenti. Tra i “portoghesi”, come riporta la Bbc, figura anche il leader della band, Thom Yorke: “Non c’era motivo, avrei solo trasferito del denaro da una tasca all’altra” si è giustificato (tralasciando il fatto che parte del denaro sarebbe andato ai compagni).
Yorke ha peraltro dovuto rivolgersi a Internet perché nessuno dei membri del gruppo aveva ricevuto una copia del master finale per evitare che il disco finisse in rete prima del previsto. Secondo una ricerca della Comscore il prezzo medio pagato per l’album è stato di sei dollari (circa 4 euro); visto lo scarso successo finanziario, le versioni Cd e vinile dell’album verranno vendute nei negozi a partire dal 31 dicembre prossimo.
Una curiosità: tra gli acquirenti online gli statunitensi sarebbero stati i più generosi (e i più numerosi: ha pagato il 40% di chi ha preso l’album, a fronte del 36% del resto del mondo) con un prezzo medio auto-impostosi di 8 dollari e 5 cent.
…Fonte www.tgcom.it
“vogliono tappare la bocca a Internet”…
Il nuovo bersaglio di Beppe Grillo e’ il disegno di legge sull’editoria
Il comico genovese sostiene che il testo sia stato scritto “per tappare la bocca a Internet”, e a suo avviso se dovesse passare chiuderebbe il 99% dei siti, e annuncia: “Se passa la legge sara’ la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiudera’, se saro’ costretto mi trasferiro’ armi, bagagli e server in uno Stato democratico”. Il riferimento e’ all’art. 7 che prevede l’iscrizione al registro degli operatori di comunicazione (Roc) anche per chi “svolge attivita’ editoriale su Internet “. L’autore della legge, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi gli ha risposto con una lettera in cui spiega che con il provvedimento “non intendiamo in alcun modo ne’ ‘tappare la bocca a Internet’ ne’ provocare ‘la fine della Rete’.
Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione. Cio’ che ci proponiamo e’ semplicemente di promuovere la riforma di un settore, quello, per l’appunto, dell’editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti, che e’ regolato da norme che si sono succedute in modo disordinato nel corso degli anni e che corrispondono ormai con grande fatica ad una realta’ profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia”. E aggiunge: “Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato puo’ essere sottile e non facile da definire. Ed e’ proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorita’ Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori”. Ma proprio dall’Agcom esprime perplessita’ il commissario Nicola D’Angelo, che invita a “contemperare le esigenze di garanzia con la libera apertura della rete”. Altrimenti, conclude, “finira’ che i blog si faranno dall’estero”.
Una parte della maggioranza annuncia la sua opposizione all’articolo “I Verdi presenteranno emendamenti alla legge sull’editoria per evitare che ci siano restrizioni per chi apre un blog e per consentire a tutti gli utenti di poter parlare liberamente nella rete, preservando la liberta’ di espressione e la democrazia web. I Verdi sono contrari all’obbligo di registrazione per i blogger”, annuncia il presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro sul suo blog. Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, dal suo blog chiede che il ddl venga “immediatamente bloccato”. Pietro Folena, presidente della commissione Cultura della Camera, sostiene che nel ddl “c’e’ un punto che va chiarito”, e cioe’ “che chi fa informazione amatoriale on-line, cosi’ come e’ oggi, se vuole usufruire dei vantaggi della legge sulla stampa si iscrivera’ al tribunale, altrimenti non deve iscriversi da nessuna parte”. Per il responsabile Informazione del Pdci, Gianni Montesano, “una cosa e’ la libera circolazione delle idee e delle informazioni, un diario; altra cosa un iniziativa editoriale per la quale, in quel caso si’, e’ giusta una regolamentazione”. Mentre Francesco Caruso, parlamentare indipendente Prc-Se, sostiene: “Nessuno pensi di normare, imbavagliare e regolamentare l’uso della comunicazione telematica: siamo in Italia, non in Birmania”.
fonte www.rainews24.rai.it



