La conferma che anche in Italia si vendono pellicce di cani e di gatti

October 28, 2008 by smink  
Filed under animali

PELLICCE DI CANI E DI GATTI


La pelliccia di cani e di gatti viene utilizzata per realizzare, portachiavi, peluches, cappelli, interni di scarpeInserti per guanti, colli , fodere di cappotti e giacche! Statuette ricoperte di pelliccia possono essere create con parti di pelli di diversi animali, circa 10 cani servono a confezionare linterno di un cappotto, ovviamente ne servono di più se sono cuccioli, mentre occorrono circa 30 gatti per confezionare un cappotto di pelliccia! Ogni anno in Cina due milioni di cani e gatti, detenuti in condizioni spaventose, vengono uccisi per la loro pelliccia. Alcuni sono randagi, altri vengono appositamente allevati: per tutti la morte è cruenta.

Le vittime sacrificali alla vanità dellessere umano, pastori tedeschi, chow chow, meticci, gatti, vengono rinchiusi in gabbie di ferro, e poi sgozzati per le strade, appesi ad un cappio metallico e scuoiati dallinguine, storditi e uccisi da colpi di bastone sul cranio, lasciati a dissanguare per non rovinare la pelliccia. E se il cane o il gatto si dimena per il dolore? Il cappio intorno al collo lacera la pelle, così che lanimale muoia tra atroci sofferenze.

In Italia l’allevamento e la concia di pelli di cane e di gatto è illegale. Dal 2001 è illegale anche l’importazione. Ma fate ATTENZIONE perché pseudonimi e nomi di fantasia sulle etichette, nascondono la provenienza delle pelli agli ignari consumatori!

Vi forniamo un elenco di etichette per poter riconoscere una pelliccia di Cane o di Gatto. Non siamo daccordo con lacquisto di qualsiasi tipo di pelliccia, la pelliccia appartiene a chi è nato con questa, ed è davvero eleganza indossare un animale morto sul corpo? Vi elenchiamo queste etichette, perché, dato il basso costo, alcuni confondono queste pellicce con pellicce sintetiche, purtroppo, le esperienze personali mi hanno portata a conoscere anche questo problema non tutti distinguono una vera pelliccia da una sintetica, anche perché a volte è il venditore a confondere un po le idee.

www.gruppoirisitalia.it

“ACQUISTA IN MODO CONSAPEVOLE: BOICOTTA IL MERCATO DELLE PELLICCE”

November 29, 2007 by smink  
Filed under animali

Campagna OIPA 2007: “ACQUISTA IN MODO CONSAPEVOLE:
BOICOTTA IL MERCATO DELLE PELLICCE”

E’ ora di dire BASTA
con questi orridi bordi di pelliccia che infestano giacche,
cappelli, guanti, stivali, indossati da gente che all’80% è
ignara di quello che compra, di quello che indossa con
tanta leggerezza, di ciò che contengono queste pellicce: le
peggiori e inimmaginabili atrocità, compiute senza pietà su
animali innocenti e indifesi. …

Sono cani, volpi, gatti, procioni e conigli gli animali
che in questo momento in cui scrivo stanno scuoiando come
si trattasse di oggetti! Loro soffrono come i nostri cani
che abbiamo a casa, come i cani dei canili, come il gattino
che vediamo impaurito per strada, sono animali che però
soffrono 1000 volte tanto quello che soffre un cane in un
canile, un gattino abbandonato, ma spesso il fatto di non
averli fisicamente vicini ci fa mettere in secondo piano il
tragico problema delle pellicce:

UNA VERA E PROPRIA EMERGENZA

che si consuma minuto dopo minuto, senza tregua

La gente DEVE SAPERE quello che succede agli animali che
loro comprano confezionati e camuffati in un soffice e
all’apparenza innocente bordo in pelliccia!!!!!!
Chi si porta addosso queste pellicce indossa un prodotto
vergognoso, indegno di una società civile.

DOBBIAMO FARE IN MODO CHE IL MAGGIOR NUMERO DI PERSONE ANCHE QUEST’ANNO VENGA A CONOSCENZA, IN MODO DIRETTO, SENZA GIRI DI PAROLE, E DI IMMAGINI, DELLA REALTA’.
Per questo motivo è stato realizzato un manifestino, dove
viene descritto ciò che succede agli animali da pelliccia.
La cosa più semplice che si possa fare, che ognuno di noi,
che non può tollerare l’esistenza di questo massacro
gratuito, in cui gli animali sono equiparati a cose, che
non può non impazzire vedendo i filmati di quello che gli
fanno, a cui brucia il solo pensiero che queste cose stanno
accadendo in questo istante,
E’ ATTACCARE QUESTI MANIFESTI, OVUNQUE, IN OGNI SPAZIO, DI TEMPO, E DI LUOGO, DELLA NOSTRA GIORNATA!
Lo dobbiamo agli animali, dobbiamo trovare la forza, il
tempo e la costanza per far uscire questo materiale e
metterlo davanti agli occhi di chi non sa.
L’OIPA ha avviato la campagna 2007 “ACQUISTA IN MODO
CONSAPEVOLE: BOICOTTA IL MERCATO DELLE PELLICCE”, con questo manifestino (da stampare in formato A3) a cui
seguirà a breve il relativo depliant da distribuire.

I manifestini sono già disponibili, stampati in A3 a
colori; per chi fosse interessato ad attaccarli può
contattare pavia@oipaitalia.com

Inoltrate !!!

Sezione OIPA Roma

Sezione OIPA Roma
Ricordati di firmare tutti gli altri appelli e le petizioni delle campagne OIPA sul sito:
www.appelliperglianimali.it

BASTANO POCHI MINUTI DEL TUO TEMPO PER SALVARE LA VITA A NUMEROSI ANIMALI!

www.oipaitalia.com

campagna_oipa2007_no_pellicce.jpg

Allarme per i cartoni di latte “riciclato” la notizia è una bufala !!!

August 29, 2007 by smink  
Filed under Salute, mondo

latte-in-cartone.jpgSta circolando un e-mail che mette in guardia contro il presunto pericolo costituito dai cartoni di latte che recherebbero un’indicazione del fatto che il loro contenuto è stato sottoposto più volte a pastorizzazione per reimmetterlo sul mercato.

Si tratta di un allarme assolutamente fasullo: la cifra in questione non indica affatto il numero di volte che il latte è stato “riciclato”, ma è un numero di riferimento del sistema di confezionamento. Grazie a una lettrice, Valeria, abbiamo la spiegazione di un esperto di settore, il responsabile qualità della Centrale del Latte di Torino, che ha risposto così:

Ecco il testo dell’appello:

“Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pasteurizzato un’altra volta…Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo diminuisce…
Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il cerchietto nel file allegato viene modificato.
Questo numero varia da 1 a 5.
Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il “3″. Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte. Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli altri avranno lo stesso numero.
Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pasteurizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto…”

Si tratta di un allarme assolutamente fasullo: la cifra in questione non indica affatto il numero di volte che il latte è stato “riciclato”, ma è un numero di riferimento del sistema di confezionamento. Grazie a una lettrice, Valeria, abbiamo la spiegazione di un esperto di settore, il responsabile qualità della Centrale del Latte di Torino, che ha risposto così:

Gentile consumatrice, la ringrazio per questa segnalazione che, per rimanere in tema, definirei una bufala enorme. Il numero a cui si riferisce (se ho capito bene è quello impresso sul fondo del pacco di latte fresco, vicino al bordo) è il dosatore della macchina di confezionamento (le nostre confezionatrici ne hanno 4, quindi è normale trovare uno di questi numeri).

Le ricordo solamente che il latte fresco pastorizzato, per legge, può subire un unico trattamento termico. Internet è uno strumento utile e potente. Sovente però ci si imbatte in informazioni completamente inaffidabili.
Le origini di quest’appello sono spagnole o latinoamericane. L’appello, infatti, viaggia solitamente accompagnato dall’immagine che vedete in alto all’inizio dell’articolo, il cui nome è lecheencarton.jpg. Cercando questo nome in Google emergono vari siti e post di newsgroup in spagnolo, come questo:

LLAMADA DE ATENCION

¿Sabes que la leche en cartón que no se vende dentro del plazo de caducidad regresa a la fábrica para ser re-pasteurizada y vuelve al supermercado de nuevo?. Increíble ¿verdad?. Pues la Ley permite a las centrales lecheras repetir este ciclo hasta 5 veces, lo que termina dejando la leche casi sin sabor y con una significativa reducción de su calidad y valor nutricional.

Cuando la leche llega al supermercado para la venta al consumidor final, el cartón debe exhibir un pequeño número que está marcado en su parte inferior. Ese número varía del 1 al 5. Lo mas que se debe tolerar es comprar leche hasta el número 3, es decir, leche que ha sido re-pasteurizada 2 veces, recomendándose no comprar cartones de leche cuyo número sea 4 o 5 ya que ello significa que la calidad de la lecha estará degradada. Si compras una caja cerrada, basta verificar el número de la caja ya que todos los cartones en su interior tendrán la misma numeración. Por ejemplo, si un cartón tiene el número 1, significa que es la primera vez que sale de la fábrica y llega al supermercado para su venta, pero si tiene el número 4, significa que caducó 3 veces y que fue re-pasteurizada 3 veces volviendo al supermercado para tratar de ser vendida y así sucesivamente…

Así es que, ya sabes, cuando compres leche, mirar el fondo del cartón y no comprar cajas que tengan los números 4 o 5, y para los mas escrupulosos, ni siquiera el 3.

En el archivo adjunto podrán ver el número en cuestión. Ir al super, tomar una caja de leche y comprobar el número, dudo que encuentren el 1 o el 2.

SI TIENES CONCIENCIA CIUDADANA, DIVULGA ESTE MENSAJE!!

Seguendo le parole-chiave di questa traccia si arriva per esempio al sito cileno della Tetrapak, che ha una risposta specifica alla domanda sul “riciclaggio” del latte descritto da quest’appello. Una risposta analoga, intitolata significativamente “Attenzione allo spam”, è data dal sito italiano della Tetrapak:

I contenitori Tetra Pak, durante la produzione sono stampati su bobine-madri di carta larghe circa 1,5 metri che successivamente vengono tagliate, a seconda dei formati, in 5 o 6 rotoli pronti per il confezionamento.

Per assicurare la rintracciabilitá del materiale di imballaggio, i contenitori che costituiscono queste bobine vengono contraddistinti, con intervalli regolari e in modo sequenziale, con i relativi numeri da 1 a 5 o 6 a prescindere dal prodotto contenuto (latte, succhi, vino, etc.).

Questo é il motivo per cui sul fondo delle confezioni possono esssere presenti questi numeri di identificazione che nulla hanno a che fare con gli alimenti confezionati.
Morale della favola: non credete a tutto quello che leggete su Internet. Là fuori c’è un sacco di gente bravissima a prendere fischi per fiaschi, soprattutto quando c’è di mezzo una storia che sembra confermare qualche pregiudizio o luogo comune basato sulle paure e sulla diffidenza.

fonte: http://attivissimo.blogspot.com/2007/06/antibufala-attenti-al-latte-riciclato.html

Il latte in cartone quando non è venduto…

August 28, 2007 by Andrea  
Filed under Salute, mondo

” ATTENZIONE NOTIZIA NON ATTENDIBILE ! ! ! “

latte-in-cartone.jpgIl latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pastorizzato un’altra volta…
Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo diminuisce…
Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il cerchietto nel file allegato viene modificato.
Questo numero varia da 1 a 5.
Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il “3″.
Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte. Questo piccolo numero si
trova nella parte inferiore del cartone; se compri una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli altri avranno lo stesso numero.
Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pastorizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto.